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Alle prime avvisaglie dell’era digitale ho capito che un nuovo mondo stava nascendo , ed appena la qualità delle fotocamere digitali ha potuto competere con le tradizionali analogiche ho fatto la scelta di campo. Finalmente tutto il processo fotografico può essere controllato direttamente dal fotografo, dallo scatto che rimane fondamentale e rappresenta il 90% del lavoro, fino alla stampa, e con tempi brevissimi. Basta acidi, tempi lunghi d’attesa, provini, stampe buttate e stress da sviluppo. Tutto questo non fa si che ogni scatto sia perfetto, o che chiunque possa ottenere belle foto. Requisito fondamentale, oltre la sbornia da megapixel indotta dai costruttori, rimane la capacità di “vedere” la foto prima di scattarla, di comporre la scena, osservare i particolari, lasciarsi guidare da istinto e fantasia e, non ultimo, possedere una buona tecnica. In parole povere avere “l’occhio fotografico”. Si possono fare bellissime foto con una compattina economica, si possono fare brutte foto con una reflex di ultima generazione ed ottiche pagate a peso d’oro. |
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